mercoledì 11 maggio 2016

Fortuna

E mi chiamo Fortuna,
ironia del destino,
io ... 
un fiore reciso 
dalla deriva dell'umanità ...

Disegnavo stanze 
senza vie d'uscita
nel vortice degli orchi ...
 Giocavo a creare e cancellare 
bozze del mio essere donna ...
Un parco verde il mio orizzonte
un porco nero il mio adesso ...
La mia matita, 
unica amica di fiducia,
tratteggiava nel segreto
le mie paure,
il mio grido di aiuto,
il desiderio di un mondo a colori ...
Ma quel giorno,
mentre provavo a resistere,
la sua forza 
ha spezzato la mia fragilità 
gettandomi via  
come un sacco d'immondizia ...
Pensavo e credevo 
alla favola delle ali 
e invece l'abisso della notte 
mi ha inghiottito per sempre ...
Su quella lavagna nera, 
come il cielo la sera
sospinta dal vento 
ho continuato a disegnare, 
il volto del male ...
Come per magia,
saltellando tra una nuvola e l'altra 
 ho provato a smascherare,
 i volti dell'omertà
mentre correndo verso l'infinito,
tra una stella e l'altra,
ancora oggi,
racconto e supplico 
la libertà dell'innocenza.
Ora mi chiamo Chicca,
perché come un chicco, 
seminato nel terreno,
 muore e produce frutto
così anch'io possa produrre 
frutti di giustizia!


I post Più Belli